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MANIFESTAZIONI
Pitti Uomo apre la sua kermesse fiorentina puntando su formazione, sostenibilità e cultura

Pitti Uomo prende il via presentando le proposte di 1240 marchi per la S/S 2019 e sottolineando il valore culturale ed economico di un settore che nonostante la crisi continua a crescere toccando quota 94 miliardi di euro

 

Ha preso il via la 94esima edizione di Pitti Immagine Uomo, che dal 12 al 15 giugno raccoglie all'interno della Fortezza da Basso di Firenze 1240 marchi (di cui 561 esteri) che presentano le collezioni S/S 2019 di moda e lifestyle dedicate all'universo maschile.

 

Ad inaugurare la kermesse nella splendida cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio il sindaco di Firenze Dario Nardella che ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale delle aziende fiorentine all'interno del sistema moda italiano. “Firenze vanta un 45% in più nella sua bilancia commerciale dall'inizio della crisi a oggi. Nel 2008 il distretto esportava 1,8 miliardi di euro, lo scorso anno ha esportato 3,77 miliardi grazie non solo alle grandi imprese del settore ma, anche e soprattutto grazie alle piccole e medie imprese che vanno a costituire quel sistema che si basa su qualità, innovazione e pluralità di tipologia di aziende”.

 

Al tavolo dei relatori, alla sua seconda uscita pubblica nel ruolo di neo Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli che ha così esordito: “Vorrei testimoniare una gratitudine di cuore a quello che è il sistema della moda italiana che rappresenta uno dei traini della nostra economia producendo export ed occupazione. Tutto ciò accade perché c'è un intero sistema che si muove con le sue regole e le sue dinamiche. La moda è un'attività culturale. Chi fa moda produce cultura: è valoriale. Fondamentale per forgiare i valori delle prossime generazioni. La moda rappresenta un bene culturale che va scoperto basta pensare ai tesori che giacciono negli archivi delle aziende di moda. Intendo lavorare sulla valorizzazione di questi asset creando qualcosa che dia la giusta visibilità al patrimonio della moda e soprattutto facendo in modo di renderlo realmente fruibile”.

 

 

Parole a cui fanno eco quelle di Claudio Marenzi, Presidente di Pitti Immagine e di Confindustria Moda che ha sottolineato che il settore moda è cresciuto, nel 2007, del 3.2% superando i 94 miliardi di euro con una quota di export in crescita del 5%. “Il dato più positivo è che la crescita della bilancia commerciale ha fatto aumentare i posti di lavoro e, soprattutto, ha prodotto, dopo anni, la riapertura di alcune attività produttive”. Immancabile la richiesta al nuovo governo di procedere sulla strada intrapresa a sostegno del sistema moda. “Ciò che chiediamo al nuovo governo è di continuare ad investire sul progetto del Made in Italy che ha contribuito in maniera significativa alla ripresa del comparto. Altro fattore fondamentale è quello di investire sulla formazione. Occorre rendere più facile per gli studenti stranieri ottenere i visti per poter studiare nel nostro Paese, in modo da incentivare la formazione in Italia e attrarre quelli che un domani saranno i protagonisti della moda, che probabilmente verranno a produrre nel nostro Paese”.

 

Il tema della formazione è stato al centro anche dell'intervento di Marino Vago, presidente di SMI, che ha dichiarato: “La formazione dei ragazzi da inserire nelle aziende è fondamentale, perché c’è stata un’evoluzione importante negli anni. Su questo punto stiamo facendo un grande lavoro a livello nazionale con la nostra associazione”. Associazione che presta anche grandissima attenzione al tema della sostenibilità. “Valutare la sostenibilità come un mero fattore di marketing sarebbe un grande errore – prosegue Vago -. La sostenibilità parte dai processi e dal rispetto delle regole ma soprattutto aprte dal rispetto di valori umani. Ciò significa una sola cosa: la tracciabilità fattore vitale nella lotta alla contraffazione”.

 

L'intervento di Michele Scannavini, Presidente di ICE, ha sottolineato il fatto che il Piano straordinario del Made in Italy dovrebbe diventare un piano strutturale. “Nel triennio 2015/2017 il Ministero dello sviluppo economico ha stanziato 30 milioni di euro all’anno sul programma di supporto al comparto fieristico della moda. Grazie a questi stanziamenti abbiamo portato circa 23.000 professionisti esteri alle fiere italiane organizzando 120.000 incontri business. Il supporto dei principali appuntamenti fieristici del settore è fondamentale poiché oltre il 50% delle nuove attività di export nascono da contatti attivati nell'ambito espositivo. Per questo motivo mi auguro che il supporto alle attività fieristiche di alto livello continui anche con il nuovo governo”.

 

Ritornano alla connotazione culturale del settore moda Andrea Cavicchi, Presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, ha annunciato il rinnovo biennale dell'accordo tra Pitti Immagine Discovery, Centro di Firenze per la Moda Italiana e Galleria degli Uffizi per la promozione e la valorizzazione della moda e del museo del costume in Palazzo Pitti. “La cultura italiana ha prodotto e continua a produrre molta economia – dichiara Cavicchi -. Firenze rappresenta un luogo di formazione fondamentale e l'industria della formazione è un'industria creativa che va sostenuta e tenuta in assoluta considerazione perché quello che noi abbiamo non lo ha nessun altro”.

 

Cristina Mello Grand
Wednesday, June 13, 2018