COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY
STRATEGIE
Salone del Mobile 2015. Ermenegildo Zegna presenta Baco, la seduta realizzata da Patricia Urquiola in collaborazione con il Design Lab di San Patrignano

Presentata ieri mattina “Baco”, la seduta realizzata dalla designer Patricia Arquiola in collaborazione con il Design Lab di San Patrignano. Un nuovo item che si inserisce nell’ambito di “Barrique, la terza vita del legno”, il progetto nato nel 2012 per reinterpretare in modo sapiente il legno di recupero. Presenti alla conferenza stampa, oltre alla designer spagnola, Letizia Moratti, sostenitrice della Cominità di San Patrignano, Marco Stefanini, responsabile del Design Lab di San Patrignano, e di Anna Zegna Image Advisor Gruppo Ermenegildo Zegna. Perchè l’incontro tra la moda, il design e il sociale è possibile

La moda, il design e l’impegno sociale si incontrano. In occasione del Salone del Mobile 2015, infatti, Ermenegildo Zegna, in collaborazione con la comunità di San Patrignano e Letizia Moratti, presenta Baco nell’ambito di Barrique, la terza vita del legno, progetto nato nel 2012 per reinterpretare  in modo sapiente il legno di recupero e divenuto nel tempo una collezione permanente di oltre 40 oggetti. Ogni pezzo, unico nella sua fattura, è disegnato da un architetto o designer e poi realizzato a mano dai ragazzi del San Patrignano Design Lab.

Un nuovo item a testimonianza, oltre al continuare di un progetto che tiene alta la bandiera del riciclo, che fare design è anche socialmente utile. Si perchè, coinvolto nella realizzazione è proprio il Design Lab di San Patrignano, la comunità che accoglie ragazze e ragazzi con problemi di dipendenza senza fare alcun tipo di discriminazione ideologica, sociale, religiosa e in modo completamente gratuito, cioè non accettando rette o contributi economici dalle famiglie e dallo Stato: una scelta che permette allo Stato di risparmiare oltre 30 milioni di euro l’anno.

Attualmente sono 1300 i ragazzi accolti nella comunità situata sulle colline riminesi.

Dal 1978 a oggi, San Patrignano ha accolto oltre 25.000 persone, offrendo loro una casa, l’assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, di imparare un lavoro, di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società. La formazione professionale è una tappa fondamentale del percorso educativo. E il Design Lab è una delle attività a disposizione dei ragazzi.

M. Agnese ha infatti spiegato: “Rendiamo qui onore al Gruppo Ermenegildo Zegna e a Patricia Arquiola perunl progetto che unisce design e sociale. San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli,  finora ha accolto oltre 25mila ragazzi coinvolgendoli in un percorso di recupero. E’ un progetto educativo che prevede formazione e lavoro, stima e anche molta passione. La strada del loro recupero è tortuosa in salita, a causa dell’esperienza della droga. A San Patrignano hanno la possibilità di sperimentare la loro vocazione ed esprimere il loro talento nella moltitudine delle attività create per sviluppare i loro interessi e per essere reinseriti nel tessuto sociale”.

Una missione sociale di grande esempio anche per gli altri Paesi. Ha affermato Letizia Moratti: “San Patrignano è l’esempio di impresa sociale di una comunità che in parte si autostiene.  Realtà mportante, perchè le imprese sociali rappresemtano il 10% del PIL europeo e danno lavoro a 14 milioni di lavoratori. L’Europa ha nfatti stanziato quasi un miliardo di euro per coinvolgere diversi Paesi, sempre nel rispetto delle loro culture. San Patrignano a questo scopo organizza workshop, per illustrare anche agli stranieri come opera e per essere loro di esempio.

La realizzazione dei prodotti è un modo di fare conoscere anche al di fuori dello stivale il messaggio fondamentale che dalla droga si può uscire. Per questo, è fondamentale fare in modo che ci siano sempre più realtà come San Patrignano”.

Entusiasmo e totale approvazione anche da parte di Anna Zegna, che ha spiegato: “L’ incontro con Letizia Moratti risale proprio ad un convegno per le imprese sociali, ed è così che è nata l’idea nostra di partecipare attivamente a questo progetto, a cui partecipano 1300 ragazzi. Questa infatti è una iniziativa non solo di un settore ma di tutta la comunità. Ci accumuna nello scopo con la Fondazione Zegna, per dare valore alle persone esattamente come viene dato a San Patrignano. Vogliamo che questo progetto duri nel tempo. Il prodotto è infatti in veste di ambasciatore nel mondo, portatore di un senso nuovo dell’acquisto e della storia di San Patrignano, in un’ottica di condivisione e fiducia verso il futuro. La scelta di Patricia per questa nuova tappa del progetto è stata naturale. Abbiamo pensato a lei, oltre per la sua progettazione pazzesca, ma anche per la leggerezza e femminlità, e la serietà che infonde nelle sue opere”.

La designer vanta infatti un curriculum di tutto rispetto. Nata a Oviedo, ive e lavora a Milano. Ha studiato Architettura al Politecnico di Madrid e al Politecnico di Milano, dove si è laureata nel 1989 con Achille Castiglioni. È stata assistant lecturer per Achille Castiglioni; ha collaborato con Vico Magistretti; è stata responsabile Design per Lissoni Associati. Nel 2001 apre il proprio studio lavorando nei settori del product design, interni e architettura. Tra i suoi progetti più recenti in architettura: Il museo del Gioiello di Vicenza, l’Hotel Mandarin Oriental di  Barcellona, l’Hotel Das Stue a Berlino, la Spa dell’Hotel Four Seasons di Milano; progetti retail e  allestimenti per Gianvito Rossi, BMW, Flos, Missoni, Molteni, Officine Panerai, H&M, Santoni, Pitti Uomo Firenze. Ha realizzato prodotti per le più importanti società italiane e internazionali, tra cui: B&B, Boffi Cucine, Moroso, Molteni, Mutina, Kartell, Agape, Rosenthal, Baccarat, Kettal, Kvadrat, Andreu World e Hansgrohe.

Alcuni dei suoi prodotti sono esposti nei maggiori musei di arte e design, tra cui il MoMa di New York e il Museo della Triennale di Milano. Ha vinto diversi premi internazionali tra cui: la Medalla de Oro al Mérito en las Bellas Artes del Governo Spagnolo: l’Ordine di Isabella la Cattolica, consegnato da Sua Maestà il Re di Spagna Juan Carlos I, “Designer del decennio” per le riviste Home e Häuser, “Designer dell’anno” per le riviste Wallpaper, AD Spagna, Elle Decor International e Architektur und Wohnen, Premio Marisa Bellisario “Donne ad Alta Quota” per Arte & Design.

Patricia Arquiola, durante il suo intervento, ha affermato: “Per me è un inizio, avevamo la possibilità di fare qualcosa e di usare questo legno. Ci siamo detti, prendiamo la barrica piccola e apriamola un pochino. Un mimino passaggio semplicissimo, un timido gesto di avvicinamento, senza usufruire di chissà quali materiali e farci chissà cosa fare- Il baco richiama l’idea di quello da seta. Quando ti trori di fronte a queste realtà non puoi fare a meno di desiderare di prenderne parte. Mi piace introdurmi nelle storie, capire le realtà con le quali lavoro. Collaborare ed entrare in empatia è fondamentale per creare. La rotondità di questo oggetto, l’uso di questo legno che ha dentro il vino con un’anima un po’ oscura, tripla ma dal lato morbido, scultorea. Noi in studio siamo una piccola comunità, è piaciuto molto questo progetto a chi lavora con me. C’è ancora molto che si può fare”.

Parole a cui hanno fatto eco quelle di M. Stefanini, che ha spiegato: “Il percorso che facciamo intraprendere ai ragazzi è difficile, così come è il nostro compito di sostenerli. Tanti sono i sacrifici, ma sei poi  appagato da quello che realizzi. E non dimentichiamo che l’obiettivo alla base, ha un’ alta percentuale di riuscita. San Patrignano è pronta a raccogliere ogni progetto futuro. La collezione Home è infatti presente al Salone del Mobile”.

Baco infattii, il cui nome si ispira al baco da seta che è evocato dalla sua originale forma leggermente bombata, è una seduta ed è costruito con doghe di botti di rovere. Il particolare utilizzo di questo materiale, elemento caratterizzante del progetto Barrique, la terza vita del legno, è esaltato dal gioco cromatico e di contrasti tra il colore violaceo all’interno della seduta e il colore chiaro del rovere nella parte esterna.

Baco è disponibile non solo come seduta singola ma anche nell’ironica e innovativa versione a tre che permette di instaurare un gioco di complicità tra chi si siede.

Baco è disponibile non solo come seduta singola ma anche nell’ironica e innovativa versione a tre che permette di instaurare un gioco di complicità tra chi si siede.

 

Monica Codegoni Bessi
Tuesday, April 14, 2015