MMD F/W 18/19 - L'elitismo democratico di Aspesi

Per la prima volta nella sua storia Aspesi sceglie di presentare la collezione Autunno Inverno 2018 durante la settimana della moda milanese, pronto ad aprirsi ad una nuova comunità di esigenti connaisseurs internazionali. Lo fa con coerenza e autenticità, mantenendo intatti i contenuti stilistici che ne hanno consolidato il successo, aggiornandoli con misura al flusso mutevole del tempo.

Alla radice, rimane salda e fondante la passione e la ricerca minuziosa di tessuti di qualità eccellente e dalla provenienza geograficamente eterogenea. Lane e lini irlandesi; sete francesi; Harris tweeds e tartans scozzesi; cotoni e chambray giapponesi; cashmeres italiani; i tessuti poveri e aristocratici delle uniformi delle boarding schools londinesi - un mash-up solo apparentemente anarchico, ma in realtà orchestrato con rigore certosino e disciplinato.

L’ispirazione militare e l’amore per uniformi e workwear sono altri lietmotif, così come il dialogo creativo costante tra maschile e femminile. Lo sportswear entra di diritto nel lessico Aspesi, che fu il primo, alla fine degli anni ‘70, a introdurre il concetto di piumino, traducendo un capo prettamente sportivo o da week-end in una versione urbana e quotidiana. Leggenda vuole che tutto sia nato da una discussione avvenuta a New York tra Alberto Aspesi e lo stilista Franco Moschino – da cui prende appunto nome il ‘Moschino’, capo imbottito a tutt’oggi ancora in produzione.

In omaggio allo stile contemporaneo, proporzioni e volumi sono stati leggermente rivisti, ma rispettosamente, con grazia; i pantaloni sono un po’ più ampi; le spalle più generose; la vestibilità in alcuni casi ha un tocco più fitted e femminile. Le giacche sono più corte; il blazer maschile è boxy, tagliato rigorosamente à plomb. Ma nessuna concessione viene fatta a una modernità compulsiva e stridente. Tutto è calcolato per mantenere continuità e integrità; la vera innovazione e il vero lusso oggi è rimanere se stessi.